La carbossiterapia è un trattamento medico che utilizza anidride carbonica medicale sterile, insufflata nel tessuto sottocutaneo attraverso un ago molto sottile. L’obiettivo non è estetico in senso superficiale: si agisce sul microcircolo, cioè sulla rete di capillari che nutre e ossigena i tessuti. Quando quel circolo rallenta, i liquidi ristagnano, il grasso viene smaltito con più difficoltà e la pelle perde compattezza. È la situazione che sta dietro alla ritenzione sulle gambe, alla cellulite e agli accumuli localizzati che resistono alla dieta e all’attività fisica.
In Cerva 16 la carbossiterapia viene eseguita dal medico in sede, in via Cerva 16 a Milano, dopo una valutazione che stabilisce area da trattare, obiettivo e controindicazioni; il percorso viene poi adattato alla risposta osservata sul singolo paziente.
Come agisce l’anidride carbonica sui tessuti
L’anidride carbonica introdotta nel sottocute innesca una reazione fisiologica nota: l’organismo la legge come un segnale di scarsa ossigenazione e risponde aumentando il flusso di sangue nella zona. È l’effetto Bohr, lo stesso meccanismo che regola la cessione di ossigeno da parte dell’emoglobina. Il risultato locale è una vasodilatazione che dura oltre la seduta e che porta ossigeno dove prima ne arrivava poco.
Da questa reazione discendono tre azioni distinte, che spiegano perché lo stesso trattamento venga proposto per problemi apparentemente diversi.
Azione vascolare
Il gas riapre i microcapillari compressi dal tessuto adiposo e dalla fibrosi. Il drenaggio dei liquidi riprende, il senso di pesantezza alle gambe si riduce e i tessuti tornano a ricevere ossigeno e nutrienti. È l’azione più immediata e quella che i pazienti percepiscono per prima.
Azione lipolitica
L’anidride carbonica esercita un’azione meccanica sulle membrane degli adipociti, le cellule che immagazzinano il grasso. Il contenuto viene liberato e reso disponibile al metabolismo, che lo smaltisce per le vie naturali. Non è una tecnica di riduzione del peso e non sostituisce un percorso nutrizionale: interviene sulle adiposità localizzate, quelle che restano quando il peso complessivo è già in ordine.
Azione sulla pelle
La migliore ossigenazione stimola i fibroblasti, le cellule che producono collagene ed elastina. Nel tempo la texture cutanea migliora, la pelle appare più compatta e il rilassamento dei tessuti si attenua. È la componente che rende il trattamento interessante anche dopo un dimagrimento importante o dopo una gravidanza.
Su quali zone si utilizza
Le aree più richieste sono gambe e cosce, dove il problema è quasi sempre circolatorio prima ancora che adiposo, l’addome e i fianchi, dove prevale la componente di grasso localizzato, e i glutei, dove si lavora soprattutto sulla qualità della pelle. La carbossiterapia trova impiego anche sul viso e sul collo, con parametri diversi e volumi molto ridotti, quando l’obiettivo è il tono cutaneo, e sulle cicatrici e le smagliature, dove la stimolazione del collagene può migliorare l’aspetto del tessuto.
La scelta della zona e dei parametri non è standard: cambiano la profondità, il volume di gas e la distribuzione dei punti di ingresso. È il motivo per cui la valutazione iniziale conta più della tecnica in sé.
Come si svolge una seduta
La seduta inizia con l’analisi della zona da trattare. L’anidride carbonica medicale viene poi insufflata nel sottocute attraverso un micro-ago; il software dell’apparecchiatura controlla temperatura e velocità del flusso, due variabili che incidono direttamente sul comfort. In Cerva 16 viene utilizzata la tecnologia Carbo2 HP, dotata del sistema NPS (No Pain System), pensato proprio per ridurre il fastidio che caratterizzava la carbossiterapia tradizionale.
La sensazione riferita più spesso è un formicolio o un senso di calore che accompagna la vasodilatazione e si esaurisce in pochi minuti. Non è previsto alcun fermo: si torna subito alle attività quotidiane. Nelle ore successive può comparire un lieve rossore nella zona trattata, che si risolve da solo.
Quali risultati aspettarsi
I benefici circolatori sono i primi a manifestarsi: gambe più leggere e minore gonfiore si notano già nella fase iniziale del percorso. Il miglioramento della texture cutanea e la riduzione delle adiposità localizzate richiedono più tempo, perché dipendono da processi biologici lenti come la produzione di nuovo collagene e lo smaltimento metabolico dei grassi.
Per questo la carbossiterapia si imposta come ciclo di sedute ravvicinate, seguito da richiami periodici che mantengono nel tempo il risultato raggiunto. Il numero di sedute e la loro frequenza vengono stabiliti dal medico in base alla zona, al quadro di partenza e alla risposta osservata, non su uno schema uguale per tutti.
Controindicazioni e sicurezza
L’anidride carbonica utilizzata è sterile e di grado medicale, lo stesso gas che l’organismo produce e smaltisce naturalmente attraverso la respirazione. È questo a rendere la metodica ben tollerata. Restano però situazioni in cui il trattamento non va eseguito: la gravidanza, le patologie respiratorie di rilievo, lo scompenso cardiaco, l’insufficienza renale ed epatica grave, le infezioni in atto nella zona da trattare.
La valutazione medica preliminare serve esattamente a questo: escludere le condizioni incompatibili e verificare che il problema portato sia effettivamente affrontabile con questa tecnica. In alcuni casi la carbossiterapia da sola non è la risposta più adatta e ha senso inserirla in un percorso più ampio.
Perché eseguirla in un centro medico
La differenza tra la carbossiterapia medica e le proposte estetiche generiche sta in tre elementi concreti: il gas utilizzato, l’apparecchiatura e chi esegue il trattamento. Il gas deve essere anidride carbonica medicale sterile, l’apparecchiatura deve essere certificata come dispositivo medico e la seduta deve essere condotta da un medico, che è l’unica figura in grado di valutare le controindicazioni e di modulare i parametri sul caso specifico. In Cerva 16 la carbossiterapia rientra nell’attività ambulatoriale della struttura e viene inserita, quando serve, in percorsi che comprendono la valutazione della composizione corporea e l’inquadramento nutrizionale.
Cellulite e ritenzione: perché si parte dal microcircolo
La cellulite viene ancora raccontata come un problema di grasso in eccesso, ma nella maggior parte dei casi la componente iniziale è vascolare. Un microcircolo rallentato lascia ristagnare i liquidi negli spazi fra le cellule; il tessuto si infiamma, si irrigidisce e col tempo si formano i setti fibrosi che danno alla pelle il caratteristico aspetto a buccia d’arancia. A quel punto il grasso non è più solo grasso: è grasso intrappolato in un tessuto che non drena.
Intervenire sul microcircolo significa lavorare all’origine di quella catena, invece che sul suo effetto finale. È anche il motivo per cui il risultato non è immediato e non è uguale per tutti: dipende da quanto la componente fibrosa si è già strutturata. Nelle situazioni di lunga data la carbossiterapia dà il meglio se accostata al lavoro manuale sul drenaggio e a un inquadramento alimentare, mentre nelle forme prevalentemente edematose la risposta tende a essere più rapida.
Quando ha senso valutarla
Ha senso parlarne quando le gambe si gonfiano nel corso della giornata, quando restano accumuli su addome, fianchi o cosce nonostante il peso sia stabile, quando la pelle ha perso tono dopo un dimagrimento o una gravidanza, oppure quando cicatrici e smagliature hanno un aspetto che non migliora da solo. In tutti questi casi il primo passo è la visita: serve a capire quale delle tre azioni del trattamento pesa di più nel singolo quadro e se ci sono condizioni che lo sconsigliano.
Domande frequenti
La carbossiterapia è dolorosa?
La percezione è soggettiva. La regolazione automatica del flusso e della temperatura riduce sensibilmente il fastidio rispetto alle apparecchiature meno recenti; la sensazione più comune è un formicolio transitorio.
Quante sedute servono?
Dipende dalla zona e dall’obiettivo. I benefici sul microcircolo si avvertono presto, mentre il risultato estetico si costruisce lungo un ciclo di sedute definito dal medico dopo la valutazione iniziale.
Ci sono controindicazioni?
Sì, anche se limitate. Gravidanza, patologie respiratorie o cardiache importanti, insufficienza renale o epatica grave e infezioni locali in atto escludono il trattamento. Ogni caso viene verificato in visita.
Serve fermarsi dopo la seduta?
No. Si riprendono immediatamente le normali attività. È consigliabile bere a sufficienza e, quando possibile, camminare, perché il movimento favorisce il drenaggio.
Sostituisce la dieta o l’attività fisica?
No. Interviene sulle adiposità localizzate e sul microcircolo, non sul peso complessivo. Nei casi in cui il problema è metabolico o alimentare, il trattamento va affiancato a un percorso nutrizionale.