Il microneedling è una tecnica di stimolazione controllata del derma: microaghi creano lesioni superficiali che attivano la riparazione fisiologica e la produzione di nuovo collagene. In Cerva 16, in via Cerva a Milano, si esegue in ambulatorio medico, dopo la valutazione della cute e con protocolli scelti sul tipo di pelle.
Come funziona
Il dispositivo crea nel derma migliaia di microcanali di profondità calibrata. La cute risponde con la cascata riparativa: prima l’infiammazione controllata, poi la proliferazione dei fibroblasti, infine il rimodellamento con deposizione di nuovo collagene ed elastina.
Il risultato non è immediato ed è questo il punto che genera più fraintendimenti: si costruisce nelle settimane successive e migliora fino a due o tre mesi dopo il ciclo.
Su che cosa agisce
Le indicazioni con la risposta migliore sono le cicatrici da acne, i pori dilatati, la texture irregolare e le rughe sottili. Sul rilassamento marcato o sulle rughe profonde il microneedling da solo non basta.
Sulle macchie da fotoinvecchiamento l’effetto è indiretto e va valutato caso per caso: su alcuni fototipi un’infiammazione eccessiva può peggiorare la pigmentazione invece di migliorarla.
Quante sedute servono
Il protocollo abituale prevede da tre a sei sedute a distanza di quattro settimane l’una dall’altra, che è il tempo necessario al rinnovamento cellulare completo.
Il numero dipende dall’indicazione: per la texture e i pori spesso bastano tre sedute, per le cicatrici da acne ne servono in genere sei e il miglioramento è graduale. Il mantenimento successivo prevede una o due sedute l’anno.
Microneedling con esosomi
I microcanali aperti dagli aghi consentono di veicolare principi attivi in profondità, cosa che l’applicazione topica non permette. È il razionale dell’associazione con gli esosomi, vescicole che trasportano segnali capaci di modulare la risposta riparativa.
L’argomento è approfondito nell’articolo su microneedling ed esosomi.
Microneedling per i capelli
Sul cuoio capelluto la stimolazione si usa per migliorare la vascolarizzazione del follicolo e favorire l’assorbimento dei trattamenti topici. Non è una terapia della caduta e non sostituisce la valutazione delle cause, che resta il primo passo del percorso del tricologo a Milano.
Come si svolge la seduta
Si applica una crema anestetica che agisce in una trentina di minuti, poi si procede con il passaggio del dispositivo, che dura tra i quindici e i venti minuti a seconda dell’area.
Al termine la pelle è arrossata, con una sensazione simile a una scottatura solare leggera. L’arrossamento si attenua in ventiquattro-quarantotto ore. Nei giorni successivi può comparire una desquamazione fine.
Che cosa fare dopo
Nelle prime dodici ore si evita il trucco. Per una settimana si sospendono acidi, retinoidi e scrub, e si usa una protezione solare alta anche in inverno: la cute appena trattata è più suscettibile alla pigmentazione.
Sono da evitare per due giorni sauna, piscina e attività fisica intensa, per il calore e la sudorazione.
Controindicazioni
Il trattamento non si esegue in presenza di acne infiammata in fase attiva, herpes in corso, dermatiti o infezioni cutanee nell’area, tendenza documentata ai cheloidi, terapia con isotretinoina in corso o recente, disturbi della coagulazione.
Sui fototipi più scuri i parametri vanno ridotti per contenere il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria.
Microneedling e altri trattamenti a confronto
Il microneedling agisce meccanicamente e stimola una riparazione fisiologica. Il peeling chimico agisce chimicamente sugli strati superficiali ed è più efficace sulle discromie. La radiofrequenza lavora con il calore in profondità ed è più indicata sul rilassamento.
Non sono alternative da scegliere una volta per tutte: in un percorso annuale possono alternarsi, perché agiscono su bersagli diversi e in stagioni diverse.
Perché si esegue in ambulatorio medico
La differenza rispetto al trattamento estetico non è il dispositivo ma la profondità di lavoro e la valutazione che lo precede. Le profondità efficaci sulle cicatrici superano quelle consentite in cabina estetica e richiedono un contesto sterile e una gestione medica delle possibili reazioni.
La valutazione preliminare serve inoltre a escludere lesioni sospette e a riconoscere le condizioni in cui il trattamento peggiorerebbe il quadro, come un’acne in fase infiammatoria.
Il periodo migliore dell’anno
I mesi con minore irraggiamento restano i più adatti a un ciclo completo, perché riducono il rischio di iperpigmentazione post-infiammatoria e rendono più semplice la protezione nei giorni successivi.
Questo non esclude l’estate: il trattamento si esegue anche nei mesi caldi, con parametri più conservativi e a distanza dall’esposizione solare diretta.
Che cosa cambia davvero
Il vantaggio più solido è sulle cicatrici da acne, dove poche altre cose funzionano. La stimolazione ripetuta rimodella il tessuto cicatriziale dall’interno e appiana progressivamente le depressioni: è un risultato che le creme non possono dare, perché il problema sta in profondità.
Il secondo è che non si introduce nulla. Nessuna sostanza, nessun materiale da riassorbire: si attiva una funzione che la pelle possiede. Per questo è compatibile con quasi tutte le pelli e si può ripetere nel tempo.
Il terzo è la veicolazione. I microcanali aperti dagli aghi permettono ai principi attivi di arrivare dove l’applicazione sulla pelle non li porterebbe mai: la stessa sostanza, applicata sopra o veicolata, non produce lo stesso effetto.
Il quarto è il rapporto tra fastidio e risultato: una seduta di venti minuti, un arrossamento che passa in un giorno, e un cambiamento di texture che si accumula seduta dopo seduta.
A chi conviene di più
A chi ha cicatrici da acne e ha già provato creme e trattamenti superficiali senza risultato.
A chi ha i pori dilatati e la pelle irregolare al tatto.
A chi ha micro-rughe da disidratazione su guance e contorno labbra.
A chi vuole migliorare la pelle senza modificarne i tratti, perché qui non c’è nessun volume in gioco.
Perché sceglierlo in Cerva 16
La profondità di lavoro è tutto: quella che serve sulle cicatrici supera i limiti del trattamento estetico e richiede un contesto medico, sia per la sterilità sia per la gestione delle reazioni. La valutazione della cute che precede la prima seduta stabilisce parametri e numero di sedute.
In Cerva 16 il trattamento estetico non viaggia separato dal resto. Quando la pelle o il corpo cambiano prima del tempo, spesso la causa non è solo locale: incidono l’assetto ormonale, lo stato infiammatorio, la qualità del sonno e l’alimentazione. In un centro dove endocrinologia, nutrizione e medicina estetica lavorano nello stesso posto, quella verifica si può fare, e cambia il risultato.
Chi riceve in via Cerva 16, a due passi da San Babila, è un medico. Il percorso comincia da una visita e prosegue con controlli programmati, anche quando l’obiettivo è estetico.
Domande frequenti
È doloroso? Con la crema anestetica il fastidio è contenuto e simile a una vibrazione. Le zone ossee, come fronte e mandibola, sono più sensibili.
Quando si vedono i risultati? I primi cambiamenti di luminosità e texture dopo due o tre settimane. Sul collagene il miglioramento continua fino a due o tre mesi dopo l’ultima seduta.
Si può fare in estate? Sì, evitando l’esposizione diretta e con protezione alta. Nei periodi di abbronzatura attiva è preferibile rimandare.
È uguale al dermaroller che si compra online? No. I dispositivi domestici lavorano a profondità minime e senza controllo dei parametri. Il rischio maggiore è l’infezione da uso non sterile.
