Applicando i principi della nutrizione funzionale, gli esperti di Cerva 16 non si limitano a offrire gli strumenti per un efficace controllo del peso: il percorso dietetico personalizzato permette infatti di promuovere un duraturo stato di salute, per migliorare la qualità della nostra vita, per aumentare le nostre performance e vivere più a lungo. Affinché questo approccio possa dare il meglio, i nutrizionisti della nostra clinica antiaging di Milano combinano diverse discipline, come la nutraceutica, epigenetica, nutrigenetica e la nutrigenomica. In questa guida ci soffermeremo in particolare su quest’ultima, per spiegare cos’è la nutrigenomica e qual è il suo ruolo nello sviluppo di un piano dietetico su misura e sui percorsi antiaging. Il presupposto da cui dobbiamo partire per affrontare queste tematiche è semplice: il nostro patrimonio genetico governa i processi che consentono il normale funzionamento del nostro organismo, compreso il modo in cui assimiliamo ciò che mangiamo. Si capisce quindi che studiare il nostro DNA è importante per vivere – e invecchiare – bene.
Cos’è la nutrigenomica
Rispondiamo quindi alla prima domanda: cos’è la nutrigenomica? È una branca della scienza – e più nello specifico della biologia – che studia in che modo ciò che mangiamo influenza il funzionamento dei nostri geni. L’idea di base della nutrigenomica è quindi che il cibo non sia solo una fonte di energia, ma anche un insieme di segnali rivolti al nostro organismo, capaci di modificare l’attività delle cellule. Questo significa che i nutrienti, una volta entrati nel nostro organismo, creano delle interazioni con esso: di conseguenza, un nutriente potrebbe ridurre o favorire l’espressione di specifici geni legati al metabolismo, all’infiammazione o, per fare un altro esempio, alla risposta allo stress ossidativo.
In altre parole, la nutrigenomica ci consente di comprendere perché diverse persone reagiscono in modo differente alla medesima dieta: insieme ad altri fattori – come per esempio lo stile di vita – anche le varianti genetiche individuali possono infatti determinare una maggiore sensibilità a certi nutrienti, oppure una diversa capacità di utilizzarli.
L’obiettivo finale della nutrigenomica è dunque quello di sviluppare strategie nutrizionali più precise e personalizzate, utili a migliorare la salute, a controllare il peso e a prevenire alcune malattie. Prima di vedere qual è la differenza tra nutrigenomica e nutrigenetica, e prima di vedere più nello specifico il ruolo di questa disciplina nei percorsi antiaging, vogliamo approfondire brevemente il rapporto tra DNA e nutrizione.
DNA e nutrizione
Sappiamo che ognuno di noi è unico, nonché irripetibile, e questo è motivato dai nostri geni. Come anticipato, questa unicità ha conseguenze che non possono essere trascurate nella definizione di una dieta efficace. Alcuni nutrienti possono infatti “attivare” o “disattivare” determinati geni, modificando il modo in cui l’organismo utilizza energia o reagisce a specifici stimoli esterni. Allo stesso tempo, le nostre varianti genetiche determinano come metabolizziamo i diversi nutrienti, il che spiega perché certe persone tollerano meglio alcuni nutrienti rispetto ad altre.
Grazie a queste precisazioni, possiamo capire che l’espressione “siamo quello che mangiamo”, così efficace nello spiegare l’importanza di seguire un regime alimentare salutare, è fin troppo vaga: sarebbe infatti più corretto dire che “siamo quello che il nostro organismo assimila”, come conseguenza del rapporto tra il nostro DNA e i nutrienti che scegliamo quotidianamente.
L’importanza di una dieta personalizzata
Prima di tornare a parlare in modo più diretto di nutrigenomica, è bene ribadire ancora un volta quanto sia importante – sulla scorta di quanto detto sopra – seguire un regime alimentare sviluppato su misura in base alle proprie peculiarità. Le linee guida mediche internazionali possono quindi servire come interessante punto di riferimento nel campo della nutrizione, e aiutano a comprendere le proprietà e gli effetti di ogni scelta in campo alimentare; ma non bisogna mai dimenticare che questi studi sono basati su delle evidenze medie della popolazione. Solo uno studio approfondito delle esigenze, dello stile di vita, delle patologie e delle peculiarità genetica di ogni individuo permette di sviluppare una dieta efficace da ogni punto di vista, in quanto realizzata su misura.
Differenza tra nutrigenomica e nutrigenetica
I nutrizionisti della nostra clinica antiaging Cerva 16 applicano sia la nutrigenomica che la nutrigenetica. Ma qual è la differenza tra queste due discipline di frontiera? Come visto sopra, in estrema sintesi, la nutrigenomica studia il modo in cui i nutrienti influenzano il messaggio contenuto nei nostri geni; la nutrigenetica guarda agli stessi elementi, ma con un approccio contrario, indagando dunque in che modo la costituzione genetica di una persona possa influenzare la sua alimentazione, o, meglio, il modo in cui un organismo digerisce e assimila certi alimenti.
Queste due discipline studiano dunque i medesimi fattori, adottando però una prospettiva differente; entrambe possono essere preziose per definire un programma nutrizionale estremamente efficace.
Possiamo vedere ora qual è il ruolo della nutrigenomica nei percorsi antiaging
Il ruolo della nutrigenomica nei percorsi antiaging
Potremmo sintetizzare il ruolo della nutrigenomica nei percorsi che combattono in modo preventivo l’invecchiamento ribadendo che la nostra alimentazione ha un ruolo di primo piano nel definire il nostro stato di salute, sul breve come sul lungo termine. Vogliamo però fare un passo in più: come sanno le persone che si sono rivolte a Cerva 16 per avviare un percorso rigenerativo, la medicina anti-aging mira a rallentare il processo naturale di invecchiamento del nostro organismo, consentendoci quindi di vivere più a lungo e meglio.
Un programma terapeutico di questo tipo non può che partire da un programma di alimentazione personalizzato, un alleato fondamentale per aumentare l’energia, incrementare la resistenza fisica, prevenire l’invecchiamento della pelle e diverse patologie, rafforzare il sistema immunitario, proteggere l’apparato cardiovascolare, e così via. La nutrigenomica, insieme alla nutrigenetica, all’attività fisica, al controllo dello stress e ad altre terapie rigenerative mirate, consente dunque di ridurre i fattori di rischio, migliorando la salute e l’aspettativa di vita di ognuno.
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