È la domanda che quasi tutti fanno e a cui quasi nessuno risponde in modo preciso. La sensazione esiste, è breve, e cambia molto in base alla zona, alla tecnologia e ai parametri usati. Ma un dolore forte non è il segno che il trattamento sta funzionando: è il segno che qualcosa va corretto.
Che cosa si sente durante la seduta
La descrizione più vicina è quella di un elastico che schiocca sulla pelle, seguito da una sensazione di calore che svanisce in un paio di secondi. Non è un dolore continuo: è una serie di sensazioni puntuali, una per ogni impulso, e ciascuna dura una frazione di secondo.
I laser che lavorano in modalità dinamica, con passaggi ripetuti a energia più bassa, danno una percezione diversa: al posto della fitta secca c’è un calore crescente, simile a quello di una pietra calda che scorre. Molte persone lo trovano più tollerabile, soprattutto sulle superfici ampie.
Quasi tutti gli apparecchi moderni hanno inoltre un sistema di raffreddamento del manipolo, ad aria o a contatto, che abbassa la temperatura della pelle prima e dopo l’impulso. Riduce sia il fastidio sia il rischio di reazioni.
Quanto cambia da zona a zona
La differenza tra un’area e l’altra è molto più marcata di quella tra un laser e l’altro.
- Baffetti e viso: la zona più sensibile in assoluto, perché la pelle è sottile e le terminazioni nervose sono numerose. In compenso la superficie è minima e la seduta dura pochi minuti.
- Inguine: la seconda per sensibilità, con pelo spesso che richiede energia più alta proprio dove la pelle è delicata.
- Ascelle: fastidiose ma rapidissime, si tratta di pochi passaggi.
- Gambe, braccia, schiena: le più tollerabili, la sensazione è diffusa e sopportabile anche per sedute lunghe.
C’è anche un aspetto che sorprende chi comincia: le sedute successive sono progressivamente meno fastidiose, perché a ogni ciclo il numero di peli trattati cala e quindi cala l’energia assorbita nell’insieme.
Il paragone con la ceretta
La maggior parte delle persone che ha fatto entrambe le cose colloca il laser al di sotto della ceretta come intensità, e molto al di sotto come durata: la ceretta strappa una striscia intera di peli in un colpo, il laser lavora punto per punto e non tira la pelle.
La differenza sostanziale però è un’altra: la ceretta va rifatta ogni tre o quattro settimane per anni, il ciclo laser ha una fine. Chi ragiona sul fastidio complessivo, e non su quello della singola seduta, fa il conto in fretta.
Che cosa aumenta il fastidio, e si può evitare
- I giorni che precedono il ciclo mestruale: la soglia si abbassa. Se la zona è sensibile, conviene spostare l’appuntamento di qualche giorno.
- La pelle irritata o appena depilata con rasoio poco prima: si rade il giorno prima, non nell’ora prima.
- Una zona mai trattata con pelo molto folto: la prima seduta è la più impegnativa, poi migliora sempre.
- La caffeina in dose alta poco prima: aumenta la percezione del dolore in chi è già sensibile.
Creme anestetiche: quando hanno senso
Sulle zone piccole e molto sensibili, come i baffetti o l’inguine, una crema anestetica applicata mezz’ora prima riduce sensibilmente il fastidio ed è una scelta ragionevole.
Su superfici ampie invece va usata con criterio: l’anestetico si assorbe attraverso la pelle e su aree estese, sotto pellicola, può dare effetti sistemici. Va inoltre considerato che l’anestesia toglie il segnale che serve a capire se l’energia è troppo alta. In ambulatorio medico questa valutazione si fa caso per caso, e non è un prodotto da comprare e applicare da soli senza dirlo a nessuno.
Se fa molto male, qualcosa non va
Un fastidio pungente e breve è normale. Un dolore che costringe a fermarsi, che continua a crescere durante la seduta o che si accompagna a un odore di bruciato non lo è: significa energia troppo alta, raffreddamento insufficiente o pelle non adatta a quella tecnologia in quel momento.
È il motivo per cui vale la pena dire subito quello che si sente, invece di stringere i denti. I parametri si correggono in tempo reale, e un operatore che li adegua sta facendo il suo lavoro, non un favore.
La prima seduta serve anche a calibrare
Su una pelle che non si è mai trattata non si parte dall’energia massima. Si comincia su una piccola area, si osserva come reagisce nei minuti successivi e si sale gradualmente fino al valore che dà la risposta corretta senza superare la soglia di sicurezza.
Questo passaggio ha due effetti: rende la prima seduta più gestibile e fornisce il parametro di partenza per tutte le successive, che a quel punto procedono senza esitazioni. Un ciclo impostato bene all’inizio è anche un ciclo meno fastidioso nel suo insieme.
È anche il momento in cui si stabilisce quanto la singola persona tollera, che è un dato individuale e non deducibile dal fototipo o dalla zona. Due persone con la stessa pelle possono avere soglie molto diverse, e il protocollo si costruisce su quella reale.
Come arrivare alla seduta
Poche accortezze cambiano parecchio la percezione. La zona va rasata il giorno prima, non poco prima, così la pelle non è irritata dal rasoio. Non si applicano creme, deodoranti o oli nell’area il giorno stesso, perché formano una pellicola che interferisce con il contatto del manipolo.
Conviene evitare l’esposizione solare nelle settimane precedenti e presentarsi senza trucco se la zona è il viso. Chi sa di essere particolarmente sensibile può chiedere in anticipo una crema anestetica, che va concordata e non improvvisata.
Domande frequenti
Dopo la seduta continua a fare male?
No. Resta un calore simile a una lieve scottatura solare per qualche ora, con arrossamento e piccoli rilievi attorno ai follicoli. Il giorno dopo di solito non si sente più nulla.
Posso prendere un antidolorifico prima?
Su zone piccole raramente serve. Se si decide di farlo, va detto a chi esegue la seduta, così come vanno segnalati tutti i farmaci in corso.
Le zone che ho già fatto faranno meno male alla prossima?
Sì, quasi sempre. Con il progredire del ciclo i peli trattati sono meno numerosi e la seduta diventa più leggera.
Come si svolge una seduta, la preparazione della pelle e le indicazioni sono nella pagina sulla depilazione laser a Milano. Le situazioni in cui il trattamento va rimandato sono raccolte nell’approfondimento sulle controindicazioni dell’epilazione laser.


