La terapia ormonale in menopausa è una delle scelte cliniche più discusse, e non esiste una risposta valida per tutte. A Cerva 16, centro medico in via Cerva 16 a Milano, la decisione parte sempre da una valutazione ormonale completa e dal profilo di rischio della singola paziente: quando è indicata, quando conviene aspettare e quando è meglio evitarla sono conclusioni che si raggiungono con gli esami in mano, non per principio.
Quando la scelta cade su molecole identiche a quelle prodotte dall’organismo, il percorso è descritto nella pagina dedicata alla terapia ormonale bioidentica a Milano.
Vampate di calore, disturbi del sonno, variazioni dell’umore, secchezza vaginale e calo del desiderio sono alcuni dei sintomi che possono comparire durante la transizione menopausale e, in alcune donne, incidere significativamente sulla qualità della vita.
La terapia ormonale della menopausa può rappresentare una delle opzioni terapeutiche più efficaci, soprattutto per i sintomi vasomotori, ma non è un trattamento uguale per tutte.
La decisione di iniziarla deve essere presa dopo una valutazione medica che consideri sintomi, età, momento di insorgenza della menopausa, storia clinica personale e familiare e possibili fattori di rischio.
Cosa significa “ormoni bioidentici”
Con il termine bioidentici si indicano ormoni che hanno una struttura molecolare identica a quella degli ormoni prodotti dall’organismo umano.
Tra questi rientrano, per esempio, l’estradiolo e il progesterone micronizzato utilizzati in preparazioni farmaceutiche regolamentate.
È importante però distinguere questi farmaci dalle preparazioni galeniche personalizzate, spesso anch’esse definite “bioidentiche”. Le principali società scientifiche raccomandano, quando disponibili, formulazioni approvate e standardizzate, per le quali dosaggio, qualità e sicurezza sono maggiormente controllati.
Per questo il termine “bioidentico” non deve essere interpretato automaticamente come sinonimo di “naturale”, “più sicuro” o “privo di rischi”.
Come funziona la terapia ormonale
La terapia viene impostata in funzione della situazione individuale.
Nelle donne che hanno ancora l’utero, alla terapia estrogenica viene generalmente associato un progestogenico per proteggere l’endometrio. Nelle donne sottoposte a isterectomia totale può invece essere indicata una terapia con soli estrogeni.
Anche la modalità di somministrazione viene scelta individualmente.
Gli estrogeni possono essere somministrati per via transdermica, attraverso gel, spray o cerotti, oppure per via orale. La via transdermica evita il primo passaggio epatico e presenta, in particolare per il rischio tromboembolico venoso, caratteristiche differenti rispetto alla somministrazione orale. Per questo può essere preferibile in alcune pazienti con specifici fattori di rischio.
Non esiste quindi una formulazione migliore in assoluto: esiste quella più appropriata per quella specifica paziente.
Quando può essere indicata
La terapia ormonale viene valutata soprattutto quando i sintomi della menopausa interferiscono con il benessere e con la qualità della vita.
Tra i sintomi più comuni troviamo vampate e sudorazioni notturne, disturbi del sonno, sintomi genitourinari, alterazioni dell’umore e difficoltà nella sfera sessuale.
Per molte donne sane e sintomatiche, il rapporto tra benefici e rischi è generalmente più favorevole quando la terapia viene iniziata prima dei 60 anni o entro circa 10 anni dall’inizio della menopausa. Questo non significa che dopo tale periodo la terapia sia automaticamente esclusa: la decisione richiede una valutazione individuale più attenta.
Particolare attenzione richiede inoltre la menopausa precoce o l’insufficienza ovarica prematura, condizioni nelle quali la valutazione della terapia ormonale assume caratteristiche specifiche.
Benefici della terapia ormonale
La terapia ormonale rappresenta il trattamento di prima linea per i sintomi vasomotori della menopausa, come vampate e sudorazioni notturne, nelle donne per le quali non siano presenti controindicazioni.
Può inoltre contribuire al trattamento di altri disturbi associati alla menopausa e svolge un ruolo nella prevenzione della perdita di massa ossea e nella riduzione del rischio di fratture nelle pazienti appropriate.
La terapia, però, non dovrebbe essere proposta genericamente come trattamento anti-aging, dimagrante o come strumento di prevenzione cardiovascolare nelle donne che attraversano la menopausa all’età fisiologica.
TOS o ormoni bioidentici: che differenza c’è
Con la sigla TOS si indica la terapia ormonale sostitutiva, cioè la somministrazione di ormoni per compensare quello che l’ovaio ha smesso di produrre. È il termine usato in ambito clinico e comprende, di fatto, anche le terapie con ormoni bioidentici: non sono due strade alternative, ma due modi di fare la stessa cosa con molecole diverse.
La distinzione riguarda la molecola impiegata. Le formulazioni tradizionali usano estrogeni coniugati o progestinici di sintesi, che non corrispondono esattamente agli ormoni prodotti dal corpo umano. Le formulazioni bioidentiche usano 17-beta estradiolo e progesterone micronizzato, molecole identiche a quelle dell’organismo.
La seconda differenza è la flessibilità del dosaggio. I prodotti industriali esistono in poche concentrazioni fisse, mentre una preparazione galenica si può calibrare sul singolo caso e correggere ai controlli. Non è un vantaggio automatico: significa che il dosaggio va seguito, non impostato una volta sola.
Va detto anche quello che le differenzia meno di quanto si legga in giro. Bioidentico non significa privo di rischi: le indicazioni, le controindicazioni e la necessità di controlli periodici sono le stesse. Chi presenta le formulazioni bioidentiche come una versione naturale e innocua della terapia ormonale sta semplificando in modo scorretto.
La scelta tra le due, quindi, non si fa per principio ma sul caso: età, quanto tempo è passato dall’ultima mestruazione, presenza dell’utero, storia clinica personale e familiare, via di somministrazione più adatta. È una valutazione medica, ed è il motivo per cui il percorso comincia con esami e visita.
Rischi e controindicazioni
La terapia ormonale non è priva di rischi e non è indicata nello stesso modo per tutte le donne.
La valutazione deve considerare, tra gli altri elementi, storia oncologica personale e familiare, precedenti eventi tromboembolici, patologie cardiovascolari, condizioni epatiche e la presenza di sanguinamenti vaginali non spiegati.
Anche il rischio mammario, cardiovascolare e tromboembolico varia in funzione del tipo di terapia, della durata, della dose, della via di somministrazione, dell’età e delle caratteristiche individuali.
È proprio per questo che parlare genericamente di terapia ormonale come “sicura” o “pericolosa” è poco corretto: il rapporto tra benefici e rischi deve essere valutato sulla singola persona.
Personalizzazione e monitoraggio
Non esiste un protocollo identico per tutte.
La visita iniziale permette al medico di ricostruire la storia clinica, valutare i sintomi, individuare eventuali fattori di rischio e stabilire quali accertamenti siano effettivamente necessari.
Sulla base di questa valutazione vengono scelti il tipo di terapia, la formulazione, la via di somministrazione e il dosaggio, utilizzando la dose efficace più bassa appropriata alla situazione clinica.
Dopo l’inizio della terapia è importante verificare la risposta clinica e l’eventuale comparsa di effetti indesiderati. Le linee guida NICE prevedono una prima rivalutazione a circa tre mesi dall’inizio del trattamento e successivamente controlli almeno annuali, modulati in funzione delle necessità della paziente.
Età cronologica ed età biologica
Un modo utile per capire perché due persone della stessa età anagrafica possano stare in modo molto diverso è distinguere tra età cronologica, cioè gli anni trascorsi dalla nascita, ed età biologica, cioè lo stato di salute reale dei tessuti e degli organi. La seconda dipende da genetica, stile di vita e, in buona parte, dall’equilibrio ormonale: quando gli ormoni calano in modo significativo, come accade in menopausa, l’invecchiamento dei tessuti tende ad accelerare.
Riportare i livelli ormonali in equilibrio con una terapia bioidentica è uno degli interventi con più impatto su questo fronte, insieme ad alimentazione, attività fisica e qualità del sonno. Non è un intervento isolato: si inserisce nel percorso più ampio di medicina della longevità di Cerva 16, che parte comunque da una valutazione ormonale completa.
Quanto dura la terapia?
Non esiste una durata prestabilita valida per tutte.
Nel corso dei controlli il medico rivaluta periodicamente benefici, eventuali rischi, sintomi e opportunità di proseguire o modificare il trattamento.
Anche l’eventuale sospensione deve essere discussa con il medico. È possibile interrompere la terapia gradualmente oppure, in determinate situazioni, sospenderla direttamente. Una riduzione progressiva può limitare la ricomparsa dei sintomi nel breve periodo, ma non sembra modificare l’andamento dei sintomi nel lungo termine.
La terapia ormonale fa ingrassare?
È uno dei dubbi più frequenti.
L’aumento di peso che spesso si osserva durante la mezza età è influenzato da numerosi fattori, tra cui cambiamenti metabolici, composizione corporea, stile di vita e modificazioni ormonali associate alla menopausa.
Le evidenze disponibili non indicano che la terapia ormonale sia di per sé responsabile dell’aumento di peso.
Per questo, quando necessario, la gestione della menopausa può essere affiancata da una valutazione nutrizionale e metabolica.
Quali esami servono prima di iniziare?
Non esiste un unico pannello di esami valido per tutte.
Gli accertamenti vengono stabiliti dal medico sulla base dell’età, della storia clinica, dei sintomi, delle terapie in corso e dei fattori di rischio.
La terapia non dovrebbe quindi essere impostata autonomamente sulla base dei soli sintomi o di singoli valori ormonali.
Il percorso menopausa in Cerva 16, anche online
In Cerva 16 la menopausa viene affrontata attraverso un percorso personalizzato che può integrare endocrinologia, ginecologia, nutrizione e medicina anti-aging, in funzione delle esigenze della singola paziente, coerente con l’approccio multidisciplinare del centro.
La prima valutazione può essere effettuata anche online, particolarmente utile per chi non vive a Milano. Durante il colloquio lo specialista raccoglie l’anamnesi, valuta i sintomi e la documentazione clinica disponibile e indica gli eventuali approfondimenti necessari.
Gli esami possono essere effettuati nella propria città e successivamente discussi con il medico.
L’obiettivo non è semplicemente “prescrivere ormoni”, ma capire se la terapia sia indicata, quale formulazione sia più appropriata e come inserirla in una strategia complessiva per la salute della donna durante la menopausa.


